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Hugo BERNARD

Anne-Catherine CARON

Roland SABATIER


TRE MOMENTI DEL LETTRISMO

A cura di Carlotta Cernigliaro


VILLA CERNIGLIARO, Sala dei Poeti

I - 13817 Sordevolo Bi, via Clemente Vercellone 4

Tel. 015.2562174

18 settembre / 18 ottobre 2016

Venerdì e sabato, ore 14.30 - 19,00

domenica, ore 11.00 - 21.00


In assenza di conoscenza autentica dei valori obiettivi dell’atto creativo, l’espressione di un’«arte contemporanea», che si è imposta per caratterizzare l’arte della nostra epoca, è sempre stata comune a tutti i periodi passati; ciascuna racchiudeva, allo stesso tempo e nella più grande confusione gerarchica, i creatori quintessenziali, destinati a perpetuarsi, mescolata ad una massa di produttori e di impostori intellettuali - dal momento in cui riuscivano a farsi scambiare per capofila - le cui realizzazioni imitative, contraffatte e edulcorate, man mano alla loro apparizione, plagiavano le forme inventate o scoperte dapprima dai grandi maestri.


Così, se alla fine del XIX secolo, l’arte contemporanea di quella epoca totalizzava l’insieme delle pratiche esistenti, pure o miste, offerte dal Primitivismo, dal Rinascimento, dal Romanticismo, dal Naturalismo e dall’Impressionismo, dopo Dada e i surrealisti, l’arte contemporanea attuale include le stesse pratiche, oltre quelle altre apparse in seguito come il Fauvismo, l’Espressionismo, il Cubismo, l’Arte Astratta, Dada, il Surrealismo e il Lettrismo.


In questo senso, dal solo punto di vista della creazione che qui ci interessa, e tenendo conto della difficoltà di concepire delle rappresentazioni originali - ciò che dimostra l’esistenza di movimenti annientatori, - l’arte attuale nella quale alcuni «esperti» si ostinano a «distinguere» novanta gruppi o tendenze, è divenuta la volgare spazzatura, imbecille e degenerata di una scarsa dozzina di forme scoperte e imposte da duemila anni dalla storia delle arti plastiche che si perpetuano, ciascuna, attraverso non più di una decina di esponenti fondamentali.

Ciò che viene chiamato in modo ironico, «pompiérisme» è la migliore espressione di questo decadimento. Occorre comprendere che lungi di essere unicamente l’appannaggio del Classicismo, questo fenomeno esiste per tutti i movimenti creatori. Tutti generano i propri pompiers, a cominciare oggi da Dada di cui gli innume-revoli plagiari, sin dagli anni cinquanta, credono di salvarsi dal déjà-fait novateur con l’aggiunta, nelle loro realizzazioni, di giustificazioni tematiche - nazionaliste, sociologiche o mistiche -, come prima gli Astratti tardivi credevano di affrancarsi della banalità sopraponendo diversi materiali sulle loro forme geometriche.

L’accumulo del passato superiore, ricco in rotture e sorto dalla cronologia organica, si ritrova, oggi, nella più grande ignoranza di questo passato, offerto in modo indifferenziato, sullo stesso piano e sotto forme pla-giate, esibite e lodate senza nessun gerarchia né discernimento in nome della demagogica libertà dell’arte e degli artisti. Lungi da essere libera, l’arte rimane prigioniera e dipendente della sua storia che non può in nes-sun caso essere riscritta. È in questo contesto, sempre dilagante, diventato anche opprimente a causa del sostegno-cauzione conferito dalle istituzioni, che gli artisti del gruppo lettrista tentano di promuovere una nuova strada, in grado, in seguito a Dada e al Surrealismo, di assumere la continuità dell’autentico processo creativo.

Nel solo ambito delle arti plastiche - individuato come il foyer fondamentale delle forme dell’insieme delle arti visive -, la parte del Lettrismo si costituirà, sin dal 1945, a partire dalla pittura lettrista, fondata sulla lettera latina, per abbracciare, dal 1950 con l’invenzione dell’hypergraphie, l‘insieme dei segni concreti della comunicazione, poi, nel 1956, grazie all’art infinitésimal o l’esthapéïrisme, la totalità delle realtà virtuali e immaginarie. Questo ampliamento del campo estetico raggiungerà il suo apice, nel 1992, con l’excoordisme (chiamato anche téïsynisme), che segna l’esplorazione illimitata dei valori coordinati ed estesi della totalità degli elementi immensi e minuscoli al tempo stesso. L’apporto di queste quattro nuove strutture formali verrà completato, nel 1952, sul piano para-estetico, con i supporti e materiali della méca-esthétique, poi, nel 1960, con la proposta del cadre supertemporel, che regge le modalità della partecipazione del pubblico alle opere d’arte.

Non si può comprendere l’importanza e l’interesse di questa materia se la si considera in relazione alla storia dell’arte passata - alla fine della quale, dopo Dada e il Surrealismo, i vari aspetti del Lettrismo non rappresen-terebbero che delle scuole supplementari -, e a maggior ragione, a quella dei diversi gruppi che costituiscono la cosiddetta « arte contemporanea », anche se questi ultimi sono sorti dopo la sua nascita, ispirandosi sovente a essa.


Le proposte del Lettrismo, nel campo pittorico, e più ampiamente, nell’insieme delle arti visive in cui si ritrovano, non hanno eguali, né nel passato né nel presente di quest’arte. La ragione sta nel fatto che le diverse parti dell’insieme inedito, caratterizzate da fondamenti formali specifici, rappresentano, ciascuna, un’arte inedita, altrettanto completa, così densa e ricca di possibilità d’espressioni originali quanto la totalità dell’arte pittorica anteriore, incarnata, da Duccio a Duchamp, dalla storia secolare della rappresentazione dell’oggetto figurativo.


Siamo dunque di fronte a una complessità motivata dalla pluralità delle nuove discipline formali offerte, nonché dalla diversità delle proposte contenute in esse. Questo spiega la disorientante assenza d’unità degli stili dei realizzatori e la presenza costante, e altrettanto disorientante, della moltiplicazione di stili in ciascuno; ognuno desideroso di impadronirsi, tramite apporti personali, molteplici e dissimili per quanto possano essere costruttivi e distruttivi, di molti «momenti» della diversità del dispiegamento formale atteso.


Sono precisamente tre di questi «momenti», rappresentativi della storia dell’esplorazione di queste nuove strutture, che la Villa Cernigliaro propone con la partecipazione di tre dei suoi esponenti, appartenenti a ge-nerazioni diverse, che hanno accettato di concepire, per questa mostra, un’opera appositamente destinata alla Sala dei Poeti della dimora.


Con una realizzazione intitolata Les Esprits, ispirata ad una proposta del 1972, Roland Sabatier, membro del gruppo sin dal 1963, mette a confronto due filosofi, Spinoza et Nietzsche, personificati, ciascuno, simbo-licamente da una delle loro opere collocate su sedie dorate sormontate, come per glorificarle, da ghirlande multicolore che propongono numerosi segni caratteristici di una trascrizione hypergraphique. Queste evocano un dialogo che avrebbe potuto essere pronunciato dagli stessi filosofi, allo scopo di costituire altrettanti fram-menti o indizi possibili destinati a consentirci di entrare in comunicazione con le anime di questi creatori.


Anne-Catherine Caron, esponente del gruppo lettrista dal 1972, si distingue con 90☐90 Point, ligne, Roman, una realizzazione che mira ad immaginare una “narrazione” che sorvoli il complesso della Villa Cer-nigliaro, il cui punto di partenza, situato nella Sala dei Poeti, struttura le designazioni potenziali che saranno materializzate attraverso il pensiero à lignes d’oiseaux, e mediante punti di riferimento assai concreti, elabora-ti dai lettori grazie a vari segnalibri colorati che ricoprono interamente e letteralmente lo scrittoio di uno scri-ba-custode di altrettanti elementi costituitivi di quest’opera che prosegue quelle dell’autrice nella sua ricerca della forma infinita di un Roman virtuel di Von Hardenberg.


Dal canto suo, Hugo Bernard, che è entrato a fare parte del gruppo recentemente, propone una Œuvre de permutation spatio-temporelle che ben rappresenta l’estetica dell’art excoordiste. Presentata sotto forma di una vasta stoffa cosparsa di notazioni e di oggetti celesti inconsueti, quest’opera plastica è destinata ad ef-fettuare la sostituzione parziale dello spazio-tempo, per rivelarne un altro, diverso e sconosciuto. Occultando una parte della realtà alla quale l’essere umano è abituato e rassegnato, questo lavoro offre un ailleurs et un maintenant insoliti che sfuggono completamente all’intendimento.


Tale scelta è indice della continuità e dell’attualità del Lettrismo e altresì della sua originalità.


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